12/01/2011 salve dottoressa, non sono molto esperta di pc e quindi non ho capito se il mio messaggio è visibile a tutti, quindi le dirò che mi chiamo silvana e che mi rimprovero sempre di non essere stata una brava madre per mio figlio che adesso ha 18 anni, in quanto ho avuto un brutto avvenimento da bambina che non ho mai raccontato in famiglia e che mi ha distrutto la vita. Adesso sto andando da un pò da una psicologa dell’asl che mi ha aiutato molto,ma siccome la situazione con mio marito non và, non riesco ancora a trovare un equilibrio interiore, e per questo mi rimprovero sempre di non aver dato a mio figlio una brava madre e anche un bravo padre. Secondo lei, dovrò raccontare a mio figlio quello che mi è accaduto da bambina per fargli capire il perchè di questo mio comportamento? lo posso turbare? e se sì, quando ritiene giusto farlo? Per quanto riguarda la donazione, io ne faccio sempre, anche se poco però mi piacerebbe che andassero veramente in porto. La ringrazio e attendo una sua risposta, grazie Silvana
Risposta
17/01/2011
Alla domanda che mi fa potrà rispondere meglio la psicologa che vi conosce e sa se la comunicazione della sua vicenda è attualmente ricevibile per suo figlio. Io però ridimensionerei i suoi sensi di colpa verso il figlio.
Che significa una buona madre? Winnicott, celebre psicanalista inglese, sostenne che la madre migliore è solo sufficiente. Le ottime madri, quelle che tali si sentono, sono madri spesso invasive della vita dei figli,
verso cui si sentono in costante credito.
Quindi, cara Lella, non conduca se stessa in “tribunale” e accetti la madre che lei, ne meglio e nel peggio, è stata. Solo così potrà rasserenare un rapporto cui non giovano i sensi di colpa.
Cari saluti
Maria Rita Parsi










